origini E' figlia di Leto e Zeus, sorella gemella di Apollo.
ritratto Artemide è la dea della caccia, la dea vergine; si trova nei luoghi più selvaggi della Grecia, tra le gole e le fitte foreste dell'Arcadia nel Peloponneso centrale, in compagnia dei suoi cervi. Spesso venerata negli stessi luoghi del fratello, custodisce il luoghi selvaggi e gli animali non addomesticati; è anche la cacciatrice che supera in astuzia le proprie prede; alta e aggraziata, sempre con i capelli raccolti, conserva la purezza di una terra incontaminata e di una vita precedente alla sedentarizzazione e all'agricoltura.
Artemide è una divinità lunare, poiché é associata alla luce della Luna e delle stelle: appartiene quindi alla notte ed è rappresentata con una torcia, come anche i tradizionali arco e faretra. Nel periodo classico era venerata come dea della Luna e in suo onore si celebrava una festa del plenilunio nel mese di Munchione (aprile/maggio).
In quanto vergine, è protettrice della gioventù, in particolare delle giovani che stanno per diventare adulte, e per questo motivo è un dea molto popolare. Come Era anche lei regna sui confini, ma su quelli che scandiscono i periodi della vita dell'uomo e degli animali; dea dalla duplice faccia, portava luce e soccorso alle creature nei passaggi verso l'ignoto: dal nulla alla vita, e dalla vita, per vari stadi, fino alla morte. Com'ella stessa si poneva tra il noto e l'incerto, così i suoi santuari si collocano in zone di frontiera fra comunità e comunità, tra elemento ed elemento.
Quando venne confusa con Ecate, acquistò anche una natura segreta e orgiastica: a Sparta si conservano tracce di quest'aspetto nelle fustigazioni annuali dei giovani presso il suo altare. Sembra che alla base di questo rituale vi sia la convinzione che Artemide sia la guida ad un corretto comportamento basato sulla legge e che questo venisse impresso nei corpi e nelle menti tramite la flagellazione.