nome originale HAfrod°tj. Deriverebbe dal nome €frçv, "schiuma". L'etimologia è incerta.
nome latino Venere
origini E' nata dalla spuma, emergendo dal mare vicino Cipro senza il beneficio di una nascita normale, generata dal violento smembramento di Urano da parte di Crono.
ritratto Oltre al suo ruolo di dea dell'amore, Afrodite è anche una dea della natura. Sotto di lei sono il vento, il cielo mutevole e le tempeste, degli umani e non: per i Greci infatti la natura (fÀsiv) comprendeva fenomeni naturali e umani insieme, e Afrodite manifestava gli aspetti caotici di entrambi.
Esercitava la sua influenza su tutti gli elementi, in particolare sul mare e i naviganti: un mare calmo, sicuro, è opera sua quanto di Poseidone. E' anche la dea delle piante, dei germogli, della fertilità di giardini e boschi. Nelle vicende umane si manifesta come passione amorosa: il potere irresistibile che spinge uomini e dei a comportamenti irrazionali. Per questo è una dea potente e ha una sfera d'influenza immensa: l'amore infatti si ripercuote anche nella vita civile, assicurando le nascite (quindi la sopravvivenza della pçliv) e l'armonia tra le classi.
E' sempre raffigurata sorridente e di una bellezza ideale, spesso seminuda accanto a rose, al mirto o alle mele, e porta con sé incantesimi per annebbiare la volontà e indurre alla passione; al suo seguito possono esserci colombe, passeri, conigli e cigni; in sua compagnia sono quasi sempre il figlio Eros e le tre Grazie (Persuasione, Desiderio e Brama). Queste personificazioni dell'amore dimostrano come gli dei riflettessero i comportamenti umani, e come il mito servisse a guidare il comportamento dei Greci; in questo senso, Afrodite contribuisce a rappresentare la lotta fra materia e spirito nella condizione umana.
Come signora della Morte e della Vita, Afrodite ebbe molti appellativi che paiono contrastare con la sua fama di dea bella e compiacente. Ad Atene essa fu detta la maggiore delle Moire e sorella delle Erinni; e altrove Melenide ("la nera"), un nome che Pausania tenta di spiegare ingegnosamente dicendo che l'amore si fa per lo più di notte col favore dell'oscurità; Scotia ("l'oscura"), Androfone ("omicida") e anche, secondo Plutarco, Epitimbria ("delle tombe").